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Liberati i “Banditi del clima” di Greenpeace

Buone notizie per Greenpeace. La prima è che il Tar di Lecce ha annullato l’ordinanza del questore di Brindisi che vietava a 12 attivisti, i «banditi del clima», di rientrare in città per 3 anni ritenendoli «socialmente pericolosi» perché il 30 novembre scorso scalarono la centrale a carbone di Cerano calando lo striscione «First Climate Killer in Italy», «primo killer del clima in Italia».
«L’attività dimostrativa è stata attuata a difesa di valori costituzionalmente protetti quali l’ambiente e la salute della popolazione», si legge nella sentenza,  la manifestazione trova apprezzabili e giustificati presupposti nella situazione di grave rischio ambientale dichiarata da tempo per il territorio di Brindisi. La seconda buona notizia è che la città di Brindisi ha proposto la cittadinanza onoraria ai 12 «banditi». «Per noi sarebbe davvero un onore avere la cittadinanza onoraria perché sarebbe un riconoscimento alle ragioni di chi si batte per l’interesse generale dell’ambiente e della salute e che i 12 attivisti non sono considerati ‘individui socialmente pericolosi’ da chi rappresenta la cittadinanza», ha dichiarato Giuseppe Onufrio direttore delle campagne e «bandito».

Fonte: Carta [3 Aprile 2008]

AUSTRALIA: Il governo chiede scusa agli Aborigeni

Il neo-eletto primo ministro australiano Kevin Rudd ha presentato delle scuse ufficiali agli Aborigeni per le storiche ingiustizie subite.
Kevin Rudd aveva promesso che le scuse sarebbero state il primo atto del nuovo Parlamento e oggi, dopo una cerimonia di apertura a cui, per la prima volta, hanno presenziato anche degli Aborigeni, ha rilasciato la tanto attesa dichiarazione.
Numerose organizzazioni aborigene avevano chiesto il riconoscimento ufficiale dei torti commessi nei confronti del loro popolo, in particolare per quelli riguardanti ‘La generazione rubata’ (una politica governativa che prevedeva l’allontanamento dei bambini aborigeni dalle loro famiglie per farli adottare dai bianchi).
Mentre il suo predecessore, l’ex-primo ministro John Howard, si era opposto alla richiesta di scuse, Rudd le ha considerate oggi come un piccolo ‘primo passo per rendere giustizia agli Aborigeni degli errori del passato’.

Ecco le scuse del governo nella versione integrale:

Oggi rendiamo omaggio ai popoli indigeni di questa terra, custodi delle più antiche culture viventi della storia dell’umanità.
Riflettiamo sui maltrattamenti che hanno subito nel passato.
Pensiamo in particolare alle sofferenze inflitte alle generazioni rubate – oscuro capitolo della storia della nostra nazione.
È ormai tempo, per il nostro paese, di scrivere una nuova pagina di storia riconoscendo i torti del passato e guardare così con fiducia al futuro.
Presentiamo le nostre scuse per le leggi e le politiche dei parlamenti e dei governi che si sono via via susseguiti, e che hanno inflitto pene, sofferenze e perdite profonde a quelli che sono nostri compatrioti australiani.
Le nostre scuse vanno in particolare ai bambini aborigeni e a quelli delle isole dello Stretto di Torres che sono stati tolti alle loro famiglie, alle loro comunità e alle loro terre.
Per il dolore, la sofferenza e le ferite di queste generazioni rubate, per quelle dei loro discendenti e delle loro famiglie, noi chiediamo scusa.
Alle madri e ai padri, ai fratelli e alle sorelle, noi chiediamo scusa per aver separato famiglie e comunità.
E per aver in tal modo umiliato e calpestato la dignità di un popolo fiero di se stesso e della propria cultura, noi chiediamo scusa.
Noi, il Parlamento australiano, chiediamo rispettosamente che queste scuse siano accettate con lo stesso spirito col quale vengono presentate, come parte del processo di guarigione della nazione.
Ci assumiamo l’impegno che questa nuova pagina della storia del nostro grande continente possa essere finalmente scritta.
Facciamo oggi questo primo passo riconoscendo il passato e rivendicando un futuro che coinvolga tutti gli Australiani.
Un futuro in cui questo Parlamento non permetterà che le ingiustizie del passato possano ripetersi, mai e mai più.
Un futuro in cui indirizzeremo la determinazione di tutti gli Australiani, Indigeni e non-Indigeni, a colmare il divario che esiste fra noi in termini di aspettativa di vita, risultati scolastici e opportunità economiche.
Un futuro in cui abbracciare la possibilità di soluzioni nuove per problemi irrisolti, verso cui tutti i vecchi approcci hanno fallito.
Un futuro basato sul reciproco rispetto e su decisioni e responsabilità comuni.
Un futuro in cui tutti gli Australiani, quali che siano le loro origini, saranno dei partner realmente uguali, con le stesse opportunità e lo stesso ruolo nel dare forma al nuovo capitolo della storia di questo grande paese, l’Australia.

Fonte: sito ufficiale di Survival International  13 febbraio 2008

Il sole del Bangladesh

Quanto a emissioni di anidride carbonica, la responsabilità pro capite dei contadini del Bangladesh è ridottissima: inversamente proporzionale ai danni che il riscaldamento climatico fa cadere laggiù.

Ma l’energia solare sostituisce le lampade al kerosene facendo risparmiare fino a 375 kg di anidride carbonica e l’equivalente di sei dollari al mese. Ci sono poi i benefici sanitari: evitano di respirare il fumo del combustibile fossile e i rischi di scottature anche gravi.

L´organizzazione Grameen Shakti (shakti significa energia in bengali) creata nel 1996 nell´ambito della famosa Grameen Bank la banca dei poveri lavora con crediti a basso tasso di interesse, tanto che basta il risparmio di kerosene per ripagarli.

Nel Bangladesh rurale dove non c’è rete elettrica è stata costruita una rete capillare di 390 unità di villaggio e sono già stati installati oltre 110.000 sistemi solari domestici.

Tramite una rete di centri gestiti da donne ingegneri, si formano altre donne nei villaggi che operano come tecniche.

Sette i centri, i cui computer sono alimentati con il fotovoltaico, duemila le donne formate che hanno ricevuto in dotazione l´attrezzatura per riparare gli impianti nelle loro aree e fabbricare gli accessori necessari. Oltre che all’uso domestico, l´elettricità serve ad alimentare ambulatori rurali, scuole, batterie dei cellulari (un mezzo di comunicazione in luoghi dove la rete fissa non è arrivata), e piccole attività economiche soprattutto femminili, favorite dalla possibilità di avere qualche luce di ora in più.

Fonte: Il Manifesto

Sintesi di un articolo di Marinella Correggia

Ricicloni da Roma a Bogotà

[28 Febbraio 2008]

L’associazione romana l’Occhio del riciclone è in partenza per Bogotà, in Colombia, dove dal 1 al 4 marzo si tiene il primo convegno mondiale dei «recicladores». Sarà lì per testimoniare le esperienze avviate nel nostro paese sulla gestione dei rifiuti e sull’economia popolare a opera di rigattieri abusivi, svuotacantine, baraccati, occupanti di case, migranti e rom che l’associazione ha incontrato e seguito in otto anni di attività. Scoprendo dati sorprendenti: in media, in un’isola ecologica di Roma, il 52 per cento degli scarti è potenzialmente riusabile e il suo valore economico è di 740 mila euro l’anno. «Per l’occasione del convegno – dice l’Occhio del riciclone-abbiamo ricevuto la delega dell’associazione degli operatori di Porta Portese, la principale associazione italiana di rigattieri informali, che da mesi lotta per far sopravvivere il mercato dell’usato e le pratiche del riuso a Roma». A Bogotà incontreranno le reti degli operatori popolari del riuso e del riciclaggio latinoamericane e le più importanti organizzazioni di riciclatori del sud del mondo, per scambiare conoscenze, buone pratiche e proposte.
www.occhiodelriciclone.com, www.recicladores.net

Fonte: Carta

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