Piccoli passi contro la pena di morte.
Dopo le forti prese di posizione delle organizzazioni in difesa dei diritti umani e di diversi governi internazionali sull’elevato numero di detenuti mandati davanti al plotone di esecuzione, il governo vietnamita sta valutando una proposta del Ministero di pubblica sicurezza per abolire la pena di morte per 12 crimini tra cui frode, tangenti, contraffazione di denaro, sequestro e crimini di guerra.
Le raccomandazioni devono ora essere approvate dall’Assemblea nazionale.
Già nel 1999, l’Assemblea nazionale ridusse a 29 i crimini punibili con la pena di morte, contro i precedenti 44. Le cifre sulle esecuzioni capitali sono un segreto di stato in Vietnam tuttavia, il quotidiano Vietnam News scrive che nel 2006 sono state 116 le persone giustiziate, 95 nel 2007.
Fonte: da un articolo pubblicato su “Carta” del 15 luglio 2008
Niente riso
BUONE NOTIZIE ?
Nel sud del mondo la crisi alimentare ha provocato nelle scorse settimane rivolte in almeno trenta paesi. Dal riso dipende la sopravvivenza di 2,5 miliardi di persone solo in Asia, dove si coltiva il 90 per cento della produzione mondiale. Ma ora quella crisi sembra cominciare a precipitare, se pur in maniera meno aggressiva, nel nord del mondo: alcuni supermercati di diverse città europee, in particolare in Germania, hanno limitato da alcuni giorni gli acquisti di riso, come durante una guerra, per evitare accaparramenti da parte dei clienti di fronte alla evidente riduzione delle scorte.
Politici, dirigenti della Fao, responsabili di imprese multinazionali [l’85 per cento del commercio agricolo internazionale è nelle mani soltanto di una decina di aziende] sembrano ancora dominare la scena, ma in realtà annaspano entro bolle di retorica propagandistica. La crescita del prezzo del petrolio e le speculazioni finanziarie imposte dalla ricetta liberista stanno provocando qualcosa che per molti è già fuori controllo. Di sicuro, questa crisi sta svelando a milioni di persone nel mondo come il potere capitalistico si regge sul cittadino consumatore. Qualcuno comincia a parlare di coproduttori, per indicare come la scelta dei cittadini stia già condizionando sul serio i produttori, cominci a favorire chi produce cibo sano [e buono] e protegge i territori.
La fine del petrolio, ha ricordato nei giorni scorsi Serge Latouche, inaugurando il congresso mondiale del bio a Modena, «coinciderà con la fine delle fibre sintetiche e dell’agricoltura produttivista, perché i concimi chimici sono petrolio così come i pesticidi». Insomma, è in corso, una vera rivoluzione. Pochi lo sanno. Pochissimi sono pronti.
Fonte: un articolo di Gianluca Carmosino su “Carta” del 23 giugno 2008
Il TAR blocca la costruzione della base americana a Vicenza
Una sentenza del Tar del Veneto ha bloccato qualsiasi lavoro per la costruzione della base Usa all’interno dell’aeroporto Dal Molin rimescolando ancora una volta le carte che sembravano destinate a favorire l’avvio del progetto Setaf con il passaggio dell’area alla gestione Usa previsto per il 1 luglio 2008. Ora invece il quadro cambia radicalmente: il Tar ha rilevato fra le altre cose la mancanza della «consultazione della popolazione interessata» prevista dagli accordi Italia-Usa, e ha perciò inibito «nei confronti di chicchessia l’inizio di ogni attività diretta a realizzare l’intervento e ciò sotto l’intervento e il controllo degli organi del comune di Vicenza». Così il Comune assume anche il ruolo di «guardiano» del rispetto della sentenza, e dovrà vigilare che non inizino i lavori. Il Presidio Permanente promette vigilanza fuori dai cancelli dell’aeroporto: «La sentenza del Tar deve essere rispettata dicono i No Dal Molin e il territorio dietro questi cancelli deve restare civile».


